Messa in Sicurezza del Territorio: sbloccati quasi 2 miliardi di euro

Ripartiti quasi due miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio. Un sostegno concreto al settore delle costruzioni.
Messa in sicurezza del territorio

Con il recente decreto del 23 febbraio 2021 il Ministero dell’Economia ha stanziato 1.850 milioni di euro destinati ad interventi di messa in sicurezza del territorio.

Le risorse, che finanzieranno un piano di investimenti destinati alla sicurezza della collettività, risulteranno certamente strategiche per la messa in sicurezza del rischio idrogeologico.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a drammatici fatti di cronaca, che sono dovuti a tardivi interventi su opere obsolete o alle lungaggini burocratiche che impediscono un puntuale intervento sul territorio o, ancora, relativamente all’applicazione di piani strategici di carattere regionale e locale.

I fondi stanziati sono quindi un sostegno concreto al settore delle costruzioni, soprattutto per la messa in sicurezza di strade, viadotti e edifici pubblici.

Il programma di messa in sicurezza del territorio è partito con uno stanziamento per il 2021 pari a 350 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori stanziamenti previsti per il periodo 2022-2030 per complessivi 7.550 milioni, di cui 2.200 milioni per la prossima annualità.

Quasi 10.000 progetti

Sono stati più di 9.000 i progetti presentati dai Comuni entro il 15 settembre. Le prime opere finanziate dal decreto sono state quelle di messa in sicurezza del territorio, collegate al rischio idrogeologico. L’ investimento complessivo per tali opere è stato di circa 1.878 milioni di euro.

Tra i progetti finanziati sono rilevanti per numerosità quelli della Regione Calabria (412 progetti), del Piemonte (401 progetti), della Campania (342 progetti) e del  Lazio (303 progetti).

 

La Procedura di Assegnazione

L’ente beneficiario del contributo dovrà affidare i lavori entro i termini indicati, decorrenti dalla data di emanazione del decreto di attribuzione dei fondi:

  • entro sei mesi per le opere con costo fino a 100.000 euro
  • entro dieci mesi per le opere il cui costo è compreso tra 100.001 euro e 750.000 euro
  • entro quindici mesi per le opere il cui costo è compreso tra 750.001 euro e 2.500.000 euro
  • entro venti mesi per le opere il cui costo è compreso tra 2.500.001 euro e 5.000.000 di euro

 

I termini possono essere prorogati di tre mesi. Ad esempio se l’ente beneficiario del contributo si avvale degli istituti della Centrale Unica di Committenza (CUC) o della Stazione Unica Appaltante (SUA).

Il mancato rispetto dei termini comporterà quindi il recupero dei fondi da parte del Ministero e l’assegnazione ai Comuni che risultano ammessi al finanziamento.

Inoltre, è previsto che il contributo possa essere ridotto del 5% se, entro il 31 dicembre 2020, non sia stato approvato il Piano Urbanistico Attuativo (PUA) e il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).

Gli enti beneficiari sono quindi tenuti a certificare, al Ministero dell’Interno di aver adottato o meno le delibere di approvazione dei due piani sopra citati.

In assenza della necessaria attestazione, inviata entro il 31 Marzo 2021, il contributo assegnato è rideterminato con decreto dello stesso Ministero dell’Interno. Successivamente le eventuali risorse svincolate saranno utilizzate per lo scorrimento della graduatoria.

 

Messa in Sicurezza del Territorio: la prospettiva per gli anni futuri

Il decreto per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio del 23 febbraio 2021 si riferisce all’esercizio finanziario del 2021.

Per gli interventi relativi all’esercizio finanziario 2022 sarà approvato un altro decreto che sbloccherà ulteriori 1,75 miliardi di euro.

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